anna frank

La Casa di Anna Frank ad Amsterdam

In occasione della Giornata della Memoria, che si celebra il 27 gennaio in ricordo delle vittime della Shoah, vi parlo della nostra esperienza con i bambini alla Casa di Anna Frank.

Non ho esitato un attimo nel decidere di visitare la Casa di Anna Frank con i bambini. I miei erano relativamente grandi, 12 e 9 anni, quindi in parte già sapevano cosa fosse la Shoah, chi fossero Hitler e i nazisti e cosa fosse successo durante la seconda guerra mondiale (avevamo anche visitato a Berlino il Memoriale dell’Olocausto e Topographie des Terrors). In più, li avevo preparati parlando di Anna Frank, della sua vita e del suo diario ed ero pronta a rispondere alle domande che inevitabilmente mi avrebbero fatto.

In un viaggio ad Amsterdam la Casa di Anna Frank non può quindi mancare.

giornata della memoria
Photocredit: www.annefrank.org

Non è una visita che si fa a cuor leggero, non è come visitare un qualsiasi museo. Entrare in quell’edificio, attraversare quella piccola porta nascosta dalla libreria e ritrovarsi dentro i pochi metri quadri, che per due anni hanno ospitato 8 persone ebree nascoste, è un’esperienza che non lascia indifferenti.

È un’esperienza tuttavia necessaria, che ognuno di noi dovrebbe fare una volta nella vita, per non dimenticare quanto è accaduto e per fare in modo che non accada di nuovo.

Per questo ritengo che visitare la casa di Anna Frank con i bambini non solo sia possibile, ma doveroso. I bambini devono conoscere e comprendere, saper distinguere tra il bene e il male e, da grandi, rendere questo mondo migliore. Ovviamente, a seconda dell’età dei bambini, la storia può essere edulcorata e gli episodi più crudi non raccontati, così che anche un bambino di 5 o 6 anni possa visitare la casa di Anna Frank senza rimanerne turbato.

Mi auguro che il libro di Anne rimanga per te una fonte d’ispirazione anche quando sarai più grande, cosicché tu continui, per quanto possibile nel tuo ambiente, a impegnarti per la comprensione e la pace.

Otto Frank

La famiglia Frank e la vita nel rifugio segreto

La famiglia Frank, di origine tedesca, si era trasferita nei Paesi Bassi nel 1933, quando in Germania era salito al potere Hitler e le leggi antisemite stavano iniziando a rendere loro la vita difficile. Ad Amsterdam avevano trovato casa e il sig. Frank aveva aperto un’azienda in Prinsengracht 263, dove lavorava insieme a pochi dipendenti. È in questo edificio che Frank, insieme al socio Hermann van Pels, allestirà il rifugio segreto, nell’appartamento vuoto che si trovava agli ultimi due piani dell’edificio sul retro dell’azienda.

esterno casa di anna frank

Il 6 luglio 1942 la famiglia Frank, Anne con la sorella Margot e i genitori, entrano nel rifugio. Una settimana più tardi si unisce la famiglia van Pels, padre, madre e il figlio Peter, con cui Anna avrà una breve e innocente storia d’amore. In ottobre li raggiunge il sig. Fritz Pfeffer, con il quale Anna sarà costretta a condividere la camera, con non pochi problemi di convivenza. Gli otto clandestini resteranno nel rifugio per due anni.

Per vivere, i clandestini dipendono completamente dai loro protettori, che li aiutano portando loro cibo, medicinali, libri, riviste e ogni genere di necessità. Sono quattro dipendenti dell’azienda di Otto Frank, due uomini e due donne, a cui in seguito si aggiungono il marito di una delle due e il padre dell’altra.

otto frank e i protettori
Otto Frank, circondato dai quattro protettori Photocredit: www.annefrank.org

Il 4 agosto 1944 la polizia entra nell’azienda di Prinsengracht e scopre il rifugio segreto. I clandestini vengono arrestati. Saranno tutti deportati ad Auschwitz. Solo Otto Frank, il padre di Anna, tornerà dai campi di sterminio.

La visita alla Casa di Anna Frank

La visita si svolge a gruppi, secondo l’orario di ingresso stabilito. Dura circa un’ora. Vengono distribuite gratuitamente le audio guide in italiano, così da poter seguire il percorso di visita con spiegazioni e approfondimenti sul contesto storico.

I miei figli hanno inizialmente seguito con interesse le audio guide, poi la piccola a metà visita ha preferito proseguire senza, limitandosi ad osservare e a fare domande. Non c’è un modo migliore, ogni genitore conosce il proprio figlio e sa cosa è meglio per lui, l’importante è lasciarlo libero di fare esperienza ed essere pronti con le spiegazioni.

Nella prima parte si visitano quelli che erano gli uffici e il magazzino dell’azienda di Otto Frank.

Siamo nei primi due piani dell’edificio principale situato al 263 di Prinsengracht. Le stanze sono state lasciate intenzionalmente vuote, decorate solo con immagini e oggetti legati alla vita dei clandestini e dei loro protettori. Ci sono foto e video dei sei protettori e di alcuni sopravvissuti che hanno avuto contatti con la famiglia Frank. È difficile restare impassibili ascoltando le loro storie.

casa di anna frank con i bambini
Ufficio di Otto Frank Photocredit: www.annefrank.org

La nostra visita continua, ormai mi pare di conoscere Anna, la sua famiglia, gli altri clandestini e i protettori. Salendo una ripida scala di legno, la stessa che giornalmente i protettori percorrevano per raggiungere i rifugiati, si arriva nella piccola stanza con la libreria girevole, il punto di accesso al rifugio segreto. Stiamo per entrare nella casa di Anna Frank, il nascondiglio dove la bambina per due anni ha raccontato nel suo diario la sua vita di clandestina, i suoi sogni e le sue paure. È un momento emozionate per tutti i visitatori.

Ingresso al rifugio segreto anna frank
Ingresso al nascondiglio Photocredit www.annefrank.org

Una volta entrati ci troviamo nell’ingresso dell’appartamento con una scala sulla destra che sale al terzo piano e una porta sulla sinistra che conduce alla parte del nascondiglio dove viveva la famiglia Frank. La prima piccola stanza è la camera dei genitori e di Margot, accanto c’è la camera di Anna e di Fritz Pfeffer. In fondo alla camera, la porta del bagno.

stanza di anna frank
Stanza di Anna Photocredit: www.annefrank.org

C’erano regole severe per l’accesso al bagno. La mattina all’alba e la sera dopo cena, ogni persona aveva accesso al bagno in turni con orari fissi. L’utilizzo del wc era limitato durante il giorno, per non destare sospetti ai lavoratori del magazzino sottostante.

Una cosa che mi colpisce è il silenzio che ci accompagna durante la visita. Noi visitatori ci muoviamo tra gli stretti spazi in rispettoso silenzio, la commozione di tutti è tangibile. Anche i bambini osservano zitti e si lasciano le domande a quando saremo usciti.

Tornando nell’ingresso, saliamo uno ad uno la ripida scala che ci porta alla zona dove viveva la famiglia Van Pels. Marito e moglie dormivano nella cucina comune, che era anche il luogo di ritrovo. Sebbene la convivenza fosse spesso difficile per via dell’angoscia continua e delle inevitabili tensioni nel gruppo, c’erano anche momenti di svago e serenità, come in occasione dei compleanni o la sera quando a volte giocavano insieme ad un gioco in scatola, regalo di compleanno di Anna.

Accanto alla cucina/stanza dei Van Pels si trova la stanzetta di Peter, il loro figlio. Anna invidiava molto la privacy di cui Peter godeva avendo una alla stanza tutta per sé. Qui Anna darà il suo primo bacio a Peter e inizierà una breve storia d’amore.

anna frank amsterdam
Stanza di Peter Photocredit: www.annefrank.org

Un’altra scala, chiusa al pubblico, porta alla soffitta, utilizzata come ripostiglio e in cui Anna spesso si rifugiava per stare da sola e guardare fuori dalla finestra. La finestra della soffitta era l’unica del rifugio non oscurata e da qui la ragazza poteva sognare ad occhi aperti osservando il grande ippocastano e il cielo.

Durante la guerra il nascondiglio è stato svuotato dai tedeschi. Quando è stato aperto il museo della casa di Anna Frank, il sig. Frank ha chiesto che le stanze fossero lasciate vuote e ha fatto costruire dei modellini dettagliati per far capire come fossero le condizioni di vita degli occupanti.

modellino casa anna frank
Camere Famiglia Frank
modellino cucina
Camera dei Van Pels e cucina
modellino stanza peter van pels
Stanza di Peter van Pels

I modellini si trovano nell’ultima ala del museo, la parte nuova dove sono esposti vari oggetti appartenuti ai clandestini e dove si trova il famoso diario a quadri rossi di Anna, nonché altri suoi scritti. Vedere il diario di Anna Frank dal vivo è un’emozione grande.

diario di anna frank
Photocredit: www.annefrank.org

Conclude la visita un video in cui è raccontata la storia di quegli anni, l’ascesa al potere di Hitler, la deportazione degli ebrei nei campi di sterminio, la storia della famiglia Frank. La parte più toccante è l’intervista a Otto Frank, il padre di Anna, l’unico sopravvissuto ai campi di sterminio, l’unico degli otto abitanti del rifugio segreto che è tornato. Impossibile trattenere le lacrime.

Se Dio mi concede di vivere saprò ottenere di più di quello che mia madre abbia mai ottenuto, non resterò insignificante, lavorerò nel mondo e per le persone.

Anna Frank

La Casa di Anna Frank: informazioni pratiche

La Casa di Anna Frank è il terzo museo più visitato d’Olanda e la fila è sempre lunga. I biglietti si possono acquistare solo on line sul sito del museo. Il mio consiglio è di prenderli con largo anticipo, potendo così scegliere il giorno e l’orario d’ingresso preferiti. Si entra a piccoli gruppi in orari fissi.

Il biglietto per gli adulti costa 10.50 euro, per i ragazzi 10-17 anni 5.50 euro, per i bambini fino a 9 anni solo 0.50 euro.

anna frank museum
Photocredit: www.annefrank.org

Non è permesso fare foto o video, la maggior parte delle foto che vedete qui sono prese dal sito ufficiale della Casa di Anna Frank.

 

Ringrazio Anne Frank Huis per il biglietto stampa che mi ha fornito.

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