Isola d’Elba con i bambini: gita al Parco Minerario

L’Isola d’Elba, la maggiore isola dell’Arcipelago Toscano, è meta di vacanze estive in uno dei mari più belli d’Italia, molto apprezzata anche dalle famiglie con bambini, che qui trovano mare pulito, spiagge attrezzate, natura incontaminata.

L’Isola d’Elba è anche montagna, natura, borghi, cultura, enogastronomia. In questo post vi ho dato alcuni suggerimenti per una vacanza estiva all’Elba con i bambini.

Oggi vi racconto una bella attività da fare fuori stagione, visto che i Cipolli hanno avuto la fortuna di tornare all’Elba all’inzio dell’autunno. E’ stato particolare rivedere le stesse spiagge senza ombrelloni e sdraio, con la maggior parte degli hotel ormai chiusi e pochissima gente in giro. Sicuramente l’autunno è il periodo ideale per visitare l’Isola d’Elba con calma, magari in bicicletta, o a piedi, facendo trekking in montagna. In certe giornate di sole, si riesce ancora a fare il bagno, il mare non è ancora troppo freddo.

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Con i bambini cosa si potrebbe fare in una bella giornata d’autunno?

Noi abbiamo trascorso una giornata alla scoperta di cosa nasconde la terra dell’Isola d’Elba al suo interno.

Sapevate che l’Elba è una terra ricchissima di minerali? Fin dall’antichità i suoi abitanti hanno imparato ad estrarre le tante pietre preziose nascoste nel suo terreno e nelle sue montagne. Tra i primi abili minatori abitanti di queste terre, si ricordano gli Etruschi, che iniziarono una vera e propria attività organizzata. Nel corso dei secoli i giacimenti elbani sono stati sfruttati dai vari sovrani dell’isola, dalla Repubblica Marinara di Pisa a Napoleone, dal Granducato di Toscana al Regno d’Italia. Alla fine del 1800, con la nascita dell’industria siderurgica italiana, le miniere elbane hanno raggiunto il loro massimo momento di attività.  Ancora adesso le miniere appartengono al Demanio dello Stato, che nel corso degli anni le ha date in gestione a varie società. La storia delle miniere elbane si conclude a partire dal 1950 fino al 1981, anno in cui fu chiuso l’ultimo giacimento, l’Elba si stava trasformando da isola del ferro e del fuoco a isola turistica.

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E’ evidente come i giacimenti minerari siano stati strategici ed essenziali per la vita degli abitanti del luogo. Per questo si è voluto conservare questi luoghi e farli conoscere ai tanti turisti che oggigiorno sono attirati dalla bellezza dell’isola. Sono sorti diversi Musei minerari, in cui è possibile conoscere, capire ed esplorare le zone elbane più ricche di minerali.

La parte sud est dell’Isola, nel comune di Capoliveri, è nota per essere ricca di magnetite. Non a caso qui c’è il Monte Calamita. Qui si trovano le Miniere di Calamita , dove è possibile provare l’emozione di entrare nella Galleria del Ginevro, un tunnel che raggiunge i 54 metri sotto il livello del mare, unico esempio di miniera elbana di escavazione interna.

Un’altra zona molto nota è l’area intorno a Rio Marina e Rio nell’Elba, qui fino ai primi anni 80′ era attiva una miniera, da cui si estraevano i minerali del ferro.

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A Rio Marina c’è il Parco Minerario, con un bel Museo, dove è possibile ammirare tanti minerari, alcuni molto grandi e rari. Non ho mai capito il fascino che i minerali esercitano sui bambini, fatto sta che anche i Cipolli non ne sono immuni. Potrebbero restare ad ore ad ammirare le vetrine con quelle pietre e rocce singolari, dai colori e forme più strani. Qui si possono ammirare la pirite, l’ematite, l’elbanite, il quarzo e la magnetite.

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Il Museo è piccolino ma ben tenuto. Non solo si possono osseravare i minerali, ma si possono vedere gli ambienti della mineria, utili per capire il difficile lavoro del minatore, nonché il laboratorio del fabbro ferraio. Al piano di sotto è ricostruita una piccola miniera, con i vagoni che trasportavano le rocce, gli utensili da lavoro e i vecchi macchinari. E’ importante che i bambini sappiano che le belle rocce che a loro piacciono tanto, sono state estratte da persone che facevano un lavoro pesante, pericoloso, spesso in condizioni difficili.

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Diverse foto aiutano a capire com’erano le miniere quando erano ancora in funzione. Le miniere di Rio Marina sono state chiuse negli anni 80, dopo oltre 3 millenni di attività.

Il pezzo forte della visita al Museo è sicuramente l’escursione bordo di un trenino su gomma. Dal centro di Rio Marina, il trenino ci porta ai cantieri delle miniere, inerpicandosi per la montagna. Le rocce intorno a noi sono rosse, con striature viola (causate dal magma del nucleo delle terra che si è infiltrato tra le rocce, creando incredibili disegni), per poi diventare scure e brillanti, via via che ci avviciniamo al cantiere vero e proprio.

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Al Cantiere Valle Giove, il più grande della Miniera di Rio Marina, scendiamo e muniti di scalpello, andiamo alla ricerca di minerali da raccogliere e portare a casa per ricordo. Siamo in un ambiente dall’aspetto quasi lunare, di fronte a noi il Monte Giove con i suoi gradoni di lavorazione e dall’altro lato un laghetto di colore giallo.

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Non vi dico l’eccitazione dei bambini, via via che trovavano piriti ed ematiti. Hanno riempito i loro sacchetti molto soddisfatti. Il percorso al ritorno è stato emozionante, in alcuni tratti il trenino scendeva ripido su un terreno spesso impervio.

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La visita con il trenino va prenotata telefonicamente alla sede del Museo. In genere è effettuata tutti i giorni da aprile a ottobre compresi, una volta al giorno (di solito alla 11.30), in estate più volte al giorno.

Il biglietto per il Museo+Trenino costa 12 euro per gli adulti, 7.50 euro per i bambini dai 4 ai 12 anni. Il Museo è chiuso da novembre a marzo.

 

 

 

 

 

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